Ansia Attacchi Panico Fobie

DISTURBI D'ANSIA - ATTACCHI DI PANICO - FOBIE

Disturbi d'Ansia

In certi momenti o situazioni, tutti possono sentirsi preda dell'ANSIA. L'ansia si manifesta come preoccupazione e insicurezza ed è accompagnata da sensazioni fisiche spiacevoli come aritmie cardiache, tensione muscolare, sudorazione e irrequietezza.
Al contrario di quanto comunemente pensato, l'ansia è un'emozione del tutto normale e molto utile, perché prepara e attiva il corpo in situazioni che possono rappresentare un pericolo per noi.
Quando l'ansia è troppo alta, persistente e limitata, diventa un "problema". In questi casi si può parlare di Disturbi d'Ansia.

In che modo uno psicologo può aiutarti a superare l'ansia?

Dall'incontro iniziale, lo psicologo ti aiuterà a identificare e distinguere tra le componenti funzionali e quelle distruttive dell'ansia, per poi insegnarti come affrontare l'ansia e la paura ed eliminare l'ansia eccessiva.

Cos'è l'Ansia?

Di seguito è riportato un elenco dei principali disturbi d'ansia che colpiscono la stragrande maggioranza della popolazione.

  • ATTACCHI DI PANICO
Il panico è la forma d'ansia più comune al mondo. Coloro che hanno un attacco di panico avvertono improvvisamente un forte senso di paura e un disastro imminente. Le persone di solito iniziano a sentire battiti accelerati, tremori, sudorazione, vertigini... pensano di morire, svenire, impazzire... e spesso entrano al pronto soccorso terrorizzati. Dopo il primo attacco di panico, spesso hanno una forte "paura" di altri attacchi di panico e tendono ad evitare il più possibile situazioni considerate pericolose, come supermercati, trasporti, cinema, ascensori, luoghi chiusi o affollati e quando lontani da casa, perché sarebbe difficile o imbarazzante andarsene in caso di panico, oppure potrebbero non essere in grado di avere aiuto.

Le persone che soffrono di attacchi di panico sviluppano spesso Agorafobie.  Quando le persone si trovano in un ambiente diverso da quello familiare o qualsiasi grande spazio aperto, proveranno paura o disagio, cadendo in uno stato di paura da cui diventerà sempre più difficile liberarsi.

  • FOBIA SPECIFICA
La fobia è un'eccessiva ansia dovuta a oggetti o situazioni limitate. Gli psicologi hanno stabilito che le fobie degli animali (insetti, ragni, cani), del sangue, degli aghi, degli ascensori e degli aeroplani sono le fobie più comuni tra le persone. Le persone che soffrono di fobia di solito fuggono dall'oggetto della paura.
  • DISTURBO D'ANSIA GENERALIZZATO

Le persone, nel Disturbo d'Ansia Generalizzato, avvertono un'ansia eccessiva e si preoccupano per un gran numero di eventi o attività che si estendono a diverse aree della vita (salute, famiglia, lavoro, scuola).

È difficile controllare l'apprensione, l'inquietidine e le aspettative sugli eventi sono sempre accompagnate dall'ansia. Di conseguenza, le persone alla fine si sentiranno irritabili, irrequiete, prive di concentrazione e con stanchezza eccessiva. Si potrebbe avere mal di testa e difficoltà ad addormentarti.

Si ha difficoltà a controllare la preoccupazione e l’attesa degli eventi viene vissuta con ansia costante. A causa di questo, alla fine ci si sente irritabili, irrequieti, poco concentrati ed eccessivamente stanchi. Potresti avere mal di testa e difficoltà a dormire.

  • ANSIA SOCIALE

Nell'ansia sociale, le persone che si trovano in occasioni sociali (un aperitivo o a cena con amici non proprio vicini, al lavoro, a scuola, agli esami o riunioni) provano un forte senso di paura perché si può esser sottoposti al contatto con estranei o alla possibile espressione di giudizi.

Le persone con disturbo d'ansia sociale hanno paura di mostrarsi goffamente e di mostrare sintomi di disturbo d'ansia, e quindi si aspettano di ricevere giudizi negativi o di essere rifiutate, umiliate e ridicolizzate dagli altri.

Nell’ansia sociale si ha una forte paura delle situazioni sociali, ovvero di tutte quelle situazioni, amicali o lavorative, più o meno formali (a scuola o al lavoro, ad esami o riunioni, all’aperitivo o alla cena con amici non troppo stretti o colleghi), nelle quali si è esposti a persone non familiari o all'espressione di giudizi da parte di altri.

Le persone con disturbo d'ansia sociale hanno paura di mostrarsi goffe e di rendere evidenti sintomi di disturbo d'ansia, e quindi si aspettano di ricevere giudizi negativi o di essere rifiutate, umiliate e ridicolizzate dagli altri.

Terapia Psicologica per l'Ansia

La Terapia Psicofisiologica-Integrata si è rivelata esser il trattamento psicologico in assoluto più efficace per la cura dei Disturbi d'Ansia. Ma queste malattie di solito si ripresentano dopo aver interrotto il trattamento tradizionale. D'altra parte, in questa terapia, i sintomi vengono eliminati e la causa dell'ansia viene risolta, quindi i sintomi non ricompariranno mai più.

Nel corso del trattamento, i pazienti sono aiutati a identificare i disturbi d'ansia, a gestirli e a interrompere il circolo vizioso del loro mantenimento.

Grazie al mio aiuto, acquisirai una serie di abilità e strategie che ti permetteranno di affrontare e gestire efficacemente le "condizioni di ansia", e finalmente a risolverle completamente !!

 


Attacchi di panico

Come annullare e risolvere definitivamente gli attacchi di panico con la Terapia Breve Psicofisiologica-Integrata?

Gli attacchi di panico sono una delle problematiche più facilmente curabili, e senza l’aiuto di psicofarmaci. E con la Terapia Breve Psicofisiologica-Integrata bastano spesso meno di 10 sedute. Purtroppo però molti ancora non lo sanno. Come mai? E quali aiuti può dare la terapia breve per gli attacchi di panico?

Proviamo a fare un po’ di chiarezza e a dare alcuni suggerimenti utili di Terapia Breve Psicofisiologica-Integrata, perché nella quasi totalità dei casi gli attacchi di panico possono essere superati del tutto.

Sintomi degli attacchi di panico

Probabilmente soffri o hai sofferto di un disturbo da attacchi di panico se hai vissuto un episodio con alcuni di questi sintomi:

  • palpitazioni o tachicardia (il cuore batte tantissimo)
  • tremori (fini e diffusi, oppure a grandi scosse)
  • sudorazione intensa
  • sensazione di rimanere senz’aria o di avere difficoltà a respirare
  • dolore o fastidio al petto (a volte quasi come fosse un infarto)
  • nausea, conati di vomito o disturbi addominali
  • vertigini, sbandamenti o sensazione di svenimento
  • sensazione di irrealtà o di essere distaccato da te stesso
  • paura di perdere il controllo o di "impazzire"
  • paura di morire

Prima di tutto, tranquillizziamoci: nessuno è mai morto per un attacco di panico.
Però, sicuramente, se ancora ne soffrite conviene al più presto rivolgersi a uno psicologo.

Farmaci

Se scorrete di nuovo la lista scritta poco sopra noterete una cosa: sono quasi tutti sintomi fisici. Quando gli attacchi di panico arrivano hanno tutte le sembianze di un malessere fisico – a volte di un infarto. 

Per questo la maggior parte delle persone – non tutte, certo – come prima cosa vanno dal medico. E il medico il più delle volte prescrive un ansiolitico, cioè un farmaco che calma le reazioni ansiose. Non è sbagliato, ma non è il modo migliore per eliminare definitivamente un attacco di panico. Tanto che alcune persone finiscono per non avere più attacchi di panico… semplicemente perché continuano a prendere farmaci. Non è proprio una soluzione… i farmaci possono esser utili, ma la terapia è di gran lunga più efficace e soprattutto risolutiva.

3 sedute

Tempo fa venne da me una ragazza sui trent’anni che aveva avuto il suo primo attacco di panico. Era arrivata senza preavviso, senza che fosse capitato nulla di particolare. La sua vita sembrava andare piuttosto bene, con al massimo le preoccupazioni di tutti. Però, semplicemente, una sera a casa, mentre guardava la TV, cominciò a sperimentare quest’ansia intensa.

Questa ragazza fece la cosa migliore: non aspettò. A neanche due settimane dal primo attacco mi chiamò e prese un appuntamento. Tre sedute dopo non aveva più attacchi di panico. Alla quarta decidemmo che il percorso era concluso. La sentii tempo dopo: stava bene, non aveva più avuto attacchi di panico e nel frattempo aveva avuto una figlia.

Cito questo caso perché il messaggio è chiaro: prima intervieni, prima ti liberi dell’attacco di panico. Agire subito riduce notevolmente la durata della psicoterapia.

«E se i miei attacchi durano da 3, 5, 15 anni?!»
Gli attacchi di panico ormai vengono risolti dalla maggior parte delle psicoterapie con un tasso di successo molto alto (intorno all’80-90% dei casi risolti). E la Terapie Breve, in particolare, lo fanno anche in poco tempo: meno di 10 sedute. Se hai aspettato molto magari ci vorranno più di quelle 3 sedute descritte prima per la ragazza, ma in ogni caso puoi liberartene.

Alcuni suggerimenti di Terapia Breve

Su come superare gli attacchi di panico è stato scritto molto, anche in queste pagine. Ma c’è qualche apprendimento che possiamo trarre dalla Terapia Breve e che possa esserci utile?

Sicuramente ci sono almeno 3 cose che occorre evitare di fare se si soffre di attacchi di panico:

  • Parlarne:  in realtà più ne parli e più ti carichi; più parli delle ansie e delle paure, più le percepirai grandi e minacciose. Smettere di parlare di una cosa che ci spaventa ne fa ridurre, già in poche settimane, le dimensioni. Quindi, primo consiglio, se parli delle tue ansie e dei tuoi attacchi di panico, smetti immediatamente. Fai una prova per due settimane e nota le differenze.
  • Evitare: chi soffre di attacchi di panico spesso evita tutta una serie di situazioni per paura che possano scatenare gli attacchi di panico. Ma più eviti, più prepari la strada per il prossimo attacco. So che smettere di punto in bianco di evitare certe cose (strade, ponti, luoghi, persone, eventi ecc.) sembra impossibile, ma il consiglio è questo: comincia da qualcosa di molto molto piccolo; fai in modo di riguadagnare un parte del terreno che ti è stato tolto dagli attacchi di panico.
  • Farti aiutare: più ti fai aiutare, più ti confermi di non essere in grado da solo. Quando ti fai accompagnare, quando chiedi la presenza di qualcuno, quando chiami per sentirti sicuro… stai minando il tuo senso di auto-efficacia. Chiedere aiuto è maturo, ma farlo sempre ti indebolisce e ti conferma che tu non sei abbastanza. E non è vero. Anche qui, non pretendere di smettere di punto in bianco di chiedere aiuto, ma comincia, ad esempio, a ritardare la richiesta di aiuto di 5-10 minuti, o a provare a fare una cosa piccola e semplice, per la quale generalmente chiedi aiuto, con le tue forze.

Oltre a smettere di fare queste 3 cose, un suggerimento pratico è quello di identificare tutte le situazioni in cui sei riuscito a superare spontaneamente un attacco di panico: ti sei distratto? hai scacciato i pensieri? ti sei messo a fare altro? ti sei tenuto impegnato? Prova ricordare, identificare una o due cose, e cerca di farle subito qualora dovesse tornare un attacco di panico. Le risorse migliori sono quelle che già hai.

Naturalmente non sempre si riesce a risolvere da soli gli attacchi di panico: è normale e comprensibile. In quel caso, allora, rivolgersi velocemente a uno psicologo è la scelta migliore che puoi fare.

Quando lo psicologo non funziona

«Io però ce li ho da anni, sono andato da diversi psicologi e non ho risolto niente!»
Un importante nome della psicoterapia degli anni ’50-’60, disse che non esistono pazienti impossibili: esistono solo terapeuti non capaci.
Significa che i limiti sono umani e che può capitare di andare da un terapeuta, o anche più di uno, e non avere alcun successo. Succede. Mi piacerebbe dirti che tutte le volte che vai da uno psicologo hai un successo garantito al 100%, ma sarebbe falso. Sarebbe come a dire che tutte le volte che vai da un meccanico lui trova e risolve il guasto, qualunque esso sia. Magari succede nell’80% dei casi, ma c’è quel 20% in cui lui non è in grado di aiutarti.

Il mio suggerimento? Cambia psicologo.
Gli attacchi di panico – così come gli altri problemi personali – si risolvono. Se una terapia ha successo lo vedi in poco tempo. Una serie di studi mostrano che, quando si rivolgono a uno psicologo, le persone che risolvono i propri problemi lo fanno, nel 50% dei casi, entro le prime 10 sedute.

Se consideriamo la Terapia Breve Psicofisiologica-Integrata probabilmente chi risolve i propri problemi lo fa entro le prime 10 sedute nel 75% dei casi. Può sempre capitare l’eccezione, che ci voglia un po’ di più, ovviamente. Dipende da persona a persona.
Il punto, però, è che questi dati ci danno un’informazione interessante: i cambiamenti li vedi velocemente, già nelle prime sedute. Quindi è inutile andare avanti anche solo per 10 incontri se in quel lasso di tempo non hai visto alcun miglioramento soddisfacente.

Per liberarti dagli attacchi di panico velocemente assicurati che entro le prime sedute ci siano già dei miglioramenti.

Significa che forse lo psicologo non è adatto per aiutarti a risolvere quel problema. Magari è una carissima persona e un bravissimo professionista. Magari ne ha aiutati a decine, prima di te, con quel problema. Ma resta un fatto: se alla decima seduta, a te, non è cambiato nulla, o quasi nulla, non ti sta aiutando. Meglio provare con qualcun altro.

 


Fobie

Le fobie sono una particolare manifestazione ansiosa caratterizzata da intense paure immotivate e incontrollate che spesso incidono notevolmente sulla nostra vita.

Le fobie ci impediscono di compiere gli atti della vita normale. Come muri invalicabili si frappongono fra noi e il raggiungimento anche dei più semplici obiettivi.

Dare un esame, parlare in pubblico, stare all’aperto o al chiuso, ritrovarsi in prossimità di un animale generico o specifico sono solo alcune delle tante situazioni in cui possiamo sentire forte l’insorgere di una fobia.

Effetti delle fobie sulle nostre vite

L’effetto principale generato da una fobia è quello dell’evitare situazioni e contesti che potrebbero generare l’intensa sensazione di vulnerabilità ed estremo pericolo suscitata dalla fobia stessa.

Ciò che succede è che in presenza di una fobia specifica si tenda ad evitare tutte le situazioni in cui potremmo trovarci nuovamente in contatto con le nostre paure. Quest’attitudine ha un effetto particolarmente deleterio sulla nostra vita quotidiana, portandoci alle volte ad evitare le più semplici attività. Andare a scuola, al lavoro, stare in relazione con gli altri, scendere al supermercato per fare la spesa possono diventare tutte situazioni percepite come pericolose. In questi casi la paura di essere di nuovo sopraffatti dalla fobia diventa tale da farci stare sempre in uno stato di allerta e da impedirci di svolgere le normali attività quotidiane.

Fobie e ansia anticipatoria

A volte la preoccupazione di ritrovarci di nuovo nella situazione temuta diviene più dannosa della situazione stessa. La paura che si genera in questi casi può essere devastante, portandoci a chiuderci e a limitare sempre più i contatti con l’esterno.

In questi casi si parla di ansia anticipatoria. Nonostante non si stia verificando l’evento temuto, la preoccupazione che esso possa comunque capitare è così forte da portarci in uno stato di allerta estremo. Quest’allerta nella maggior parte dei casi è sufficiente a farci stare molto male.

Le diverse fobie

Esistono come detto diverse fobie, in realtà per ciascuna persona possono presentarsi fobie specifiche difficilmente catalogabili e generalizzabili. Ciascuno di noi è diverso e il modo in cui prende forma questa particolare manifestazione ansiosa può variare da persona a persona. Tuttavia nella maggior parte dei casi possono essere identificati dei "filoni" principali.

  • AGORAFOBIA

Etimologicamente "paura della piazza" è la sensazione di paura o grave disagio che si prova in ambienti non familiari o comunque in ampi spazi all’aperto senza motivo. In questi casi la persona teme di non riuscire a controllare e sente un forte stimolo a cercare una via di fuga immediata verso un luogo da lei reputato più sicuro.

L’agorafobia è sicuramente una delle fobie più invalidanti in quanto ci costringe ad evitare moltissimi luoghi o situazioni anche aggregativi o della vita quotidiana, spingendoci in un isolamento spesso causa di sofferenze progressivamente più grandi.

L’agorafobia ci costringe a limitare di molto le uscite sul territorio. Negozi, supermarket, mezzi pubblici, diventano tutti luoghi pericolosi e temuti.

In questi casi anche solo la preoccupazione di poter stare male diventa talmente intensa da impedirci di svolgere molte delle nostre normali attività.

L’agorafobia viene in genere diagnosticata in assenza di storia di attacchi di panico.

  • FOBIE SPECIFICHE

La fobia specifica è una paura immotivata, del tutto irrazionale e pervasiva, che si manifesta in presenza di specifici oggetti o situazioni. La fobia specifica, un tempo chiamata “semplice”, si riferisce quindi ad un campo delimitato. Potrebbe trattarsi ad esempio della paura dei ragni, “Aracnofobia” o della più comune paura di volare.

La specifica “forma” che assumerà la fobia è strettamente legata al mondo interno e alla storia personale di ciascuna persona.

Nel DSMV, il manuale diagnostico più utilizzato per classificare le diverse patologie psichiatriche, le fobie specifiche vengono organizzate in queste categorie:

    • Tipo animali
    • Ambiente di tipo naturale
    • Sangue-iniezione-lesioni
    • Tipo situazionale
    • Altro tipo (come ad esempio la paura di soffocare e vomitare o per i bambini la paura dei rumori forti e dei personaggi in costume)

Ma come scritto le fobie possono assumere forme particolarmente diverse a seconda della persona.

Spesso anche la fobia specifica è accompagnata da ansia anticipatoria.

  • FOBIA SOCIALE

La fobia sociale è un’altra tipologia specifica di fobia caratterizzata da paure profonde e immotivate in relazione alla possibilità di trovarci in contesti sociali. La paura del contatto con persone estranee diventa talmente intensa da limitare di molto anche i più semplici atti quotidiani come chiedere un’indicazione stradale, fermarsi in un bar, andare ad una festa, ecc..

Sul piano relazionale una fobia sociale può avere ripercussioni notevoli, spingendo la persona in un isolamento che generalmente comporta molta sofferenza.

Perché oggi le fobie sono così in aumento?

L’uomo di oggi ha raggiunto notevoli traguardi, è stato in grado di conquistare lo spazio, costruire palazzi, scavare gallerie fino alle profonde viscere della terra, eppure nonostante tutto il grande successo non è ancora minimamente in grado di dominare sé stesso.

Siamo cresciuti all’esterno ma internamente l’uomo si trova ancora a livelli preistorici. Impaurito dai semplici eventi della vita si trova a dover combattere contro ombre e fiere capaci di distruggere la sua vita in un attimo.

Noi uomini non ci conosciamo, non veniamo abituati fin da piccoli a fare attenzione a che cosa accade dentro di noi, a quali sono le nostre motivazioni, alle forze che ci spingono in una direzione o nell’altra, alle tendenze più o meno acquisite che ci portano a percepire la realtà stessa in un modo predeterminato.

Di fronte a tanta ignoranza rispetto all’unica materia davvero importante che andrebbe insegnata a scuola l’uomo si trova attanagliato da ansie e fobie, spesso incatenato anche alle pesanti catene della depressione.

La fobia diventa la naturale conseguenza di tanta ignoranza. Se non conosco me stesso non posso neanche prevedere che cosa potrà accadermi davvero nelle diverse situazioni della vita. La vita stessa diventerà un coacervo di situazioni che si alternano fra loro senza un senso predefinito. Sarò come in balia di un mare tempestoso senza avere la minima idea di come si possa pilotare una nave, la mia nave.

L’origine delle fobie. Il modello psicofisiologico-integrato

Sulle fobie sono stati scritti diversi testi. In generale le diverse teorie psicologiche nel corso del tempo si sono rincorse cercando di delineare le cause principali dell’insorgenza delle fobie, sviluppando un quadro sempre più completo di questo complesso fenomeno. Esiste la visione psicoanalitica, quella del comportamentismo, del cognitivismo, la teoria dell’attaccamento.

Queste sono alcune fra le teorie oggi maggiormente utilizzate in psicologia per spiegare le fobie, in realtà sono molti altri gli approcci che si sono interessati a quest’importante fenomeno.

Nella mia esperienza clinica e nel mio modello Psicofisiologico-Integrato, diviene evidente quanto ciascuna teoria qui riportata non faccia altro che andare a costruire una visione più ricca e complessa di questa manifestazione ansiosa.

Le fobie hanno a che fare con molti dei fenomeni qui descritti. In generale come nella teoria, anche nella cura è necessario poter utilizzare diversi strumenti pensati e studiati per le diverse persone. Ciascuno è diverso, ciascuno rappresenta un universo a se stante che va compreso pienamente.

In una psicologia questa diventa la priorità ed è impensabile cercare di calare dall’alto su chiunque qualsiasi modello.

Il modello di terapia che utilizzo è il modello psicofisiologico-integrato che considera tutti i diversi aspetti in gioco senza escludere nulla della persona, il senso più generale della sua vita. Un approccio integrato permette di utilizzare diversi strumenti e tecniche che tengono conto dell’unicità della persona, i suoi punti di forza e di debolezza.

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