DIFFICOLTA' E PROBLEMI RELAZIONALI

Difficoltà relazionali quotidiane

Sempre più persone, oggi rispetto a ieri, presentano problemi e difficoltà relazionali sia in ambito familiare (incomprensioni con il partner, difficoltà di relazione con i figli) che nel quotidiano ambito sociale o lavorativo. Ciò che tutti vorrebbero è avere rapporti sereni con gli altri e una famiglia felice.

Si raggiunge questo obiettivo  quando c’è rispetto, comprensione, ascolto, comunicazione, considerazione, equilibrio tra tempi e ruoli, indipendenza psicologica tra le parti e dialogo.

Purtroppo, per vari motivi, sia in famiglia che nel quotidiano con gli altri e sul lavoro, possiamo invece sentire  ansia, tensione, rancore, invidia, gelosia, incomprensione, rabbia, incomunicabilità, confusione tra ruoli e competenze, collusione. Questo diventa giorno dopo giorno la normalità, e come tale viene accettata.

Trasformare in sereni i rapporti sociali e diventare una famiglia “funzionale”, serena ed equilibrata, dove si possa stare bene,  non è impossibile. La voglia di cambiare qualcosa in meglio e la determinazione a raggiungere il benessere, sono gli stimoli necessari per potere iniziare un percorso terapeutico che abbia la finalità di star bene con se stessi e gli altri e costruire anche all’interno del proprio nucleo familiare un clima sereno.

Compito dello psicologo è accompagnare gli individui nella creazione di  schemi relazionali stabili che si ripetono con costanza in modo che siano funzionali al benessere.

E’ importante sottolineare che ogni  persona esercita una serie di effetti e di influenze sulle altre; al tempo stesso tali influenze si ripercuotono sulla famiglia stessa. La persona che soffre viene inquadrata come “espressione” di un contesto a sua volta sofferente, nel quale esistono degli squilibri che provocano influenze negative su di essa.

La qualità delle nostre relazioni è determinante per il nostro benessere. Può accadere che i rapporti per noi significativi comportino fatica di gestione e sofferenza dovuta a diversi fattori tra cui:

  • intensa conflittualità
  • comunicazione poco efficace
  • difficoltà a comprendersi
  • rancori
  • senso di solitudine
  • aspettative irrealistiche

 

Difficoltà relazionali tra familiari

Alla luce di questa breve introduzione, risulta facilmente comprensibile come possa essere difficile quanto innaturale che gli equilibri di un sistema familiare restino costanti. Le difficoltà del quotidiano, le evoluzioni personali, i cambiamenti di vita dei singoli, le necessità del sistema in evoluzione sono tutti esempi di situazioni naturalmente delicate che il sistema familiare può e deve affrontare. Un cambiamento di lavoro, lo stress quotidiano, la morte di uno dei genitori delle famiglie d’origine, il cambiamento delle necessità dei figli sono solo alcune delle innumerevoli casistiche di eventi che possono creare difficoltà relazionali all’interno della famiglia. La struttura familiare ha e deve possedere una naturale tendenza alla stabilità in modo che non perda i punti di riferimento in relazione a qualunque situazione. Tuttavia, questa stessa stabilità, se impedisse la modifica delle regole e la ristrutturazione secondo modalità maggiormente funzionali, potrebbe determinare delle grosse difficoltà in famiglia.

I rapporti conflittuali tra genitori e figli

L’interazione tra i genitori e i figli può affrontare diverse difficoltà a seconda delle fasi del ciclo vitale della famiglia che si attraversano: la nascita e la cura dei figli piccoli, l’età scolare, l'adolescenza e il periodo in cui i figli diventano giovani adulti. Ognuno di questi momenti necessita di rinegoziazione degli equilibri. È difficile fare un discorso generale che riguardi tutti gli aspetti in maniera esauriente. Basti considerare che la complessità si costituisce sia di aspetti trasversali che riguardano tutte le famiglie in certi momenti, sia di aspetti peculiari che coinvolgono il nucleo in maniera specifica: ad esempio la nascita di un figlio sancisce sempre un cambiamento di equilibri ma la maniera specifica in cui si esplica può dipendere dalla situazione dei genitori, da come vivono l’evento, da come poi il bambino interagisce, da suoi eventuali problemi di salute, dalla modalità con cui le famiglie d’origine interagiscono o meno con la famiglia che accoglie la nuova vita ad esempio.

Le difficoltà relazionali nelle famiglia con figli adolescenti

In generale, l’adolescenza è una fase ricca di cambiamenti fisici, affettivi e relazionali. É il momento in cui l’individuo inizia a formare una propria identità ed è compito della famiglia accompagnarlo attraverso questo percorso. Per definizione i ragazzi in adolescenza stressano le regole di un sistema che deve ristrutturarsi in modo da sostenere se stesso e le esigenze di crescita. Si deve passare attraverso una continua modifica dei legami e delle interazioni in un processo molto impegnativo che deve anche misurarsi con gli eventi di vita della quotidianità più o meno prevedibili. Da un lato il ragazzo sperimenta se stesso, i suoi desideri e la propria capacità di prendere decisioni autonomamente contrattando nuovi spazi e nuove modalità. Dall’altro i genitori devono rivedere il loro ruolo, la loro modalità di interagire come genitori e come coppia. Il delicato equilibrio tra spinte di mantenimento dei legami e quelle di movimento verso la differenziazione è soggetto a passi avanti e regressioni di fronte ai quali può essere difficile ristrutturare le regole.

Come può aiutare uno psicologo a risolvere i problemi e le difficoltà relazionali

Lo psicologo può supportare la comprensione della natura dei problemi e delle difficoltà relazionali e l’attivazione di risorse per individuare nuove modalità di rapporto più in sintonia con il benessere soggettivo.

Lo psicologo può essere considerato una risorsa per supportare il nucleo familiare nella propria evoluzione. Le modifiche sono costose a livello di energia personale e di sistema. La naturale tendenza all’omeostasi del sistema può anche determinare maggiori difficoltà nella riorganizzazione. A volte la dimensione conflittuale può rendere veramente difficili le interazioni: si possono perdere di vista i confini e le regole lasciando spazio a modalità di interazione che generano sofferenza. Ad esempio la particolare alleanza di uno dei genitori coi figli può portare a squalificare l’altro apparentemente andando a tamponare le difficoltà ma a lungo termine minando l’evoluzione dei processi che portano al passaggio a fasi successive di sviluppo del sistema stesso. Uno psicoterapeuta può essere una risorsa per supportare la famiglia nel suo percorso: può aiutare a ristrutturare i legami, ad esplicitare le sofferenze o a migliorare la contrattazione delle regole. Lungi dal fornire un’unica soluzione valida per affrontare ogni situazione, il terapeuta supporta i singoli, la coppia o la famiglia a stabilire delle priorità negoziate e condivise che possano aiutare a ritrovare un senso di crescita più fluido nel rispetto delle esigenze dei singoli e del sistema stesso.

Con la terapia si favorisce la possibilità di trovare nuove e più funzionali modalità di ascolto reciproco e di espressione dei bisogni personali. L’intervento terapeutico ha come scopo sia la soluzione del problema o del conflitto presentato dalla famiglia, sia il benessere psicofisico di ciascun suo membro, favorendo un incremento della differenziazione del sé rispetto agli altri.

La terapia è un trattamento consigliato per:

  • Disturbi alimentari psicogeni (anoressia e bulimia);
  • Stress e contrasti sul lavoro
  • Problemi personali con il partner  e le figure familiari
  • Problemi relazionali quotidiani
  • Disturbi dell’adolescenza (problemi di socializzazione, psicosi, disordini alimentari, ecc.);
  • L’intero nucleo familiare, quando attraversa un periodo di crisi e sofferenza per diversi motivi (ad es.: una separazione, un lutto, difficoltà economiche o lavorative ecc);
  • Consulenze familiari con minori in adozione o affidamento;
  • Consulenze a Coppie in attesa di adozione.

 

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